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Mariarosa Villa

professional counselor- dottoressa in scienze psicologiche

diventa gentile con consapevolezza

Chi sono

leggi il percorso di Cristina

 https://mariarosavilla.it/quando-un-percorso-di-counseling-ha-un-lieto-fine/

Perchè ti posso aiutare

Oltre al counseling, sono impegnata part time come amministrativa in un’azienda pubblica, e per più di trent’anni ho lavorato in ufficio a tempo pieno variando mansioni, colleghə, responsabili, utenti e affrontando varie riorganizzazioni.

Credo profondamente che la gentilezza e il rispetto siano le fondamenta per costruire relazioni positive, ma ho imparato a mie spese che in azienda non basta essere gentile quando ti ritrovi ad affrontare delle difficoltà organizzative.

Ho vissuto la gentilezza come un limite

Essere gentile non mi ha favorito in due particolari momenti:

durante lo scioglimento di uno dei servizi in cui stavo lavorando  e nell’inserimento in un ufficio in cui avevo poco in comune con le nuove colleghe.

I cambiamenti non mi hanno mai spaventata, anzi di solito li affronto con curiosità e voglia di imparare, invece in queste due situazioni ho provato un forte senso di straniamento e solitudine, tanto che sono arrivata a soffrire di burnout.

Cosa è successo?

Fino a quel momento avevo coltivato i rapporti di lavoro con la stessa cura e attenzione che avevo per i rapporti di amicizia, senza rendermi conto che il contesto e gli obiettivi sono diversi. 

Quando il sevizio è stato chiuso siamo rimastə tuttə allo sbaraglio perchè non sapevamo cosa sarebbe accaduto; ognunə ha cercato per proprio conto una via d’uscita e in questo clima di sopravvivenza sono stata sopraffatta dalla delusione e dalla frustrazione.

Rientrata al lavoro dopo il burnout, ho iniziato a collaborare con persone con una visione della realtà molto lontana dalla mia, che amavano cospirare alle mie spalle e ho adottato spesso la strategia del silenzio per evitare di litigare.

Questa tattica mi si è ritorta contro più di una volta perchè alla fine esplodevo con parole rabbiose che accendevano discussioni in cui inevitabilmente mi ritrovavo dalla parte del torto.

A proposito di famiglia

Sono la prima di tre sorelle e due fratelli.

Avevo tre anni quando è nato mio fratello con la sindrome di down, così mi sono abituata presto a essere indipendente e assumermi responsabilità anche grandi.

Ho imparato a essere direttiva e a dare consigli e suggerimenti anche quando tuttə sono cresciuti, senza rendermi conto che con il tempo questo atteggiamento ha cambiato significato: se quando erano piccoli per loro ero di supporto, oggi senza volerlo trasmetto il messaggio che non ho abbasta fiducia in loro.

Essere primogenita e gentile mi ha anche portato a dare priorità alle richieste dellə altrə e ascoltare poco le mie esigenze, ma poi mi sono ritrovata a non avere più tempo e energie per me.

Ma tutto questo l’ho capito quando sono diventata counselor.

Come vedo oggi la gentilezza

Se da una parte preferivo non espormi troppo per il timore di offendere o di essere giudicata, dall’altra ero convinta che essere gentile volesse dire avere sempre ragione perchè qualsiasi cosa facessi era a fin di bene.

Ho superato queste convinzioni errate attraverso il counseling che

  • mi ha fornito gli strumenti comunicativi per accogliere gli altri punti di vista ed esprimere la mia opinione evitando di arrabbiarmi o di rimanere in silenzio
  • mi ha insegnato che è possibile dire dei “no” senza che ci siano per forza conseguenze negative per il rapporto (di lavoro, di amicizia, di amore, ecc)
  • mi ha fatto riconoscere le barriere comunicative che uso tutti i giorni senza volerlo e che aumentano le incomprensioni con lə altrə
  • mi ha reso competente abbastanza per non farmi bloccare dalle  difficoltà quando devo prendere una decisione

Diventare counselor mi ha portato a voler aiutare le persone gentili che, come lo ero io, sono abituate a mettere in secondo piano i propri bisogni in base a una visione idealizzata della gentilezza.

Promuovo la gentilezza consapevole affinchè tu possa

  • imparare a farti conoscere per quello che sei, nonostante il giudizio dellə altrə
  • riuscire a riservare un po’ di gentilezza a te stessə, senza sentirti in difetto
 
Sii orgogliosə di essere gentile!

Mariarosa Villa

Professional Counselor

Iscrizione registro Assocounseling n. A2844-2021

Dottoressa in Scienze e tecniche psicologiche

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