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Mariarosa Villa

professional counselor- dottoressa in scienze psicologiche

diventa gentile con consapevolezza

Counseling: Ecco come le domande ti aiutano a cambiare

foto di Giovanna D. @_photography_g88


A cosa servono le domande nel counseling? 

In un percorso di counseling le domande non servono solo per raccogliere informazioni, ma sono uno strumento importante per esplorare la realtà e capire in che modo è possibile cambiare.

Di cosa parliamo in questo articolo?

Introduzione

Quando hai bisogno di cambiare qualcosa e non sai da che parte cominciare, di solito ti confidi con unə amicə fidatə che ti capisce, ti ascolta, ti consola, ti dà consigli e se va bene torni a casa più sollevatə, ma la situazione resta immutata.

Invece durante il percorso di counseling le mie domande ti aiutano ad esplorare la realtà per chiarire quali sono gli ostacoli che stanno frenando il cambiamento e capire come comportarti per raggiungere un nuovo equilibrio senza necessariamente mettere a rischio tutte le relazioni di cui fai parte.

Alcune persone gentili hanno giocato con me nelle storie del profilo Instagram (@mariarosacounselor) sperimentando l’effetto di alcune di queste domande.
Abbiamo esplorato i motivi di incomprensione nella comunicazione e le risposte, che analizzo in questo articolo, sono un buon esempio di quello che può succedere in un percorso di counseling.

Le domande che mettono in risalto il problema

Ecco la domanda di partenza: “Qual è la difficoltà maggiore che hai quando cerchi di farti capire?”.

Con questo quesito ho consentito alle persone di focalizzarsi sulla loro difficoltà principale nel comunicare, fra le tante difficoltà possibili.

Le risposte sono state diverse e numerose perché diverse e numerose sono le situazioni, quindi per rendere efficace “il gioco” ho rivolto una seconda domanda ad ogni persona.

Le domande che trasformano un obiettivo impossibile in uno realizzabile

Risposta: “Evitare che gli altri si sentano chiamati in causa”.

Ho fatto presente a chi ha risposto che quando parliamo con qualcuno, anche solo per pochi minuti, creiamo una relazione in cui l’altrə si sente inevitabilmente coinvolto. Ho permesso alla persona di acquisire questa consapevolezza e quando le ho chiesto: “Questa considerazione ti può essere utile per ridefinire il tuo obiettivo?”
È arrivata facilmente a formulare un nuovo obiettivo: “Come faccio a evitare che lə altrə si sentano chiamati in causa negativamente?”.

In questo modo la persona ha oltrepassato il rischio di rimanere bloccata nella sua difficoltà “impossibile” per porre attenzione ad un ostacolo ancora difficile, ma veramente superabile: come migliorare la cura delle relazioni.

Le domande che rendono più specifico un obiettivo troppo generico

strada che attraversa i campi
foto di Giovanna D. @_photography_g88

Risposta: “Trovare le parole giuste”.

Potrebbe sembrare una risposta soddisfacente, in realtà è un concetto troppo generico: quali sono i criteri per considerare le parole giuste o sbagliate e chi li definisce?

In questo caso il rischio è di avere in mente una bella idea difficile da mettere in pratica. Ho aiutato la persona a chiarire a se stessa: “Cosa intendi per “parole giuste”?” ed ecco che vorrebbe saper utilizzare concetti chiari e semplici. Un traguardo più concreto da raggiungere, non trovate?

Le domande che aiutano a vedere le incongruenze

Risposta: “Mettere un confine senza alzare la voce quando alcune persone maleducate parlano sopra”.

In questo caso la persona ha espresso una difficoltà chiara e un obiettivo concreto, per cui ho proseguito l’esplorazione chiedendole: “Cosa è successo l’ultima volta che hai alzato la voce?” e qui sono rimasta stupita dalla risposta: “L’altra persona si è zittita, io mi sono sentita un leone nella giungla”.

Nel counseling non si dà nulla per scontato. Se mi fossi fermata al suo primo desiderio, non avrei avuto l’occasione di scoprire che per questa persona non è stato spiacevole l’ultima volta che ha alzato la voce, quindi sarà utile esplorare questa incongruenza prima di stabilire l’obiettivo effettivo.

Conclusioni

Se decidi di partecipare a un percorso di counseling sappi che è come partecipare a un safari in cui tu sei l’esploratorə e l’esploratə; il mio ruolo come counselor è di starti a fianco e usare i miei strumenti (fra cui le domande) per guidarti in questa ricerca.

Durante i colloqui, infatti, non mi limito ad ascoltarti, ma ti aiuto a vedere quali sono le convinzioni, i punti di vista, le premesse o le aspettative che a un certo punto della tua vita, senza che tu te ne sia resə conto, si sono trasformate in muri oltre i quali non riesci più a vedere alternative diverse.

Se senti il bisogno di esplorare la tua vita, non esitare a contattarmi per una videocall gratuita così capiamo se sono la persona giusta per te in questo momento.

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